In una società che viene sempre più a contatto con la cultura islamica, bisogna conoscere almeno sommariamente come si muove l’economia di questa cultura e quali possono essere le differenze radicali tra la nostra e la loro tradizione sia culturale che economica. Infatti nonostante il mondo non sembri accorgersene sono sempre più grandi i capitali che si muovono all’interno dell’economia islamica seguendo le sue leggi molto dettagliate.

Sono circa 700 miliardi di Dollari, seguendo una stima fatta fino al 2005, che raggiunge il trilione di Dollari il capitale mosso dall’economia islamica seguendo i dettami della Shari’a. Ovviamente i grandi capitali petroliferi e legati al gas naturale rendono il potere economico islamico sempre più grande, oltre ai molti mutui ipotecari a tasso zero offerti dagli istituti di credito islamici. Sembra che la nuova tendenza possa divenire un trend pericoloso per il nostro sistema malato.

Ovviamente non in molti conoscono la teoria che sta dietro l’economia islamica e forse è proprio questo che impone al Sistema Occidentale di scagliarsi con così tanta veemenza contro l’Islam, infatti se si dovesse adottare il sistema islamico al livello bancario tutti gli istituti di credito Occidentali sarebbero costretti a chiudere visto che il loro fatturato è dovuto praticamente in modo totale al prestito di denaro ad usura.

L’idea di economia islamica sembra nascere con la mente di Abul-Ala Mawdudi nato nel 1903 e morto nel 1979, proprio lui fu il patriarca di quella che sta per diventare l’economia più potente del mondo (cinesi permettendo), la ricerca era quella di evitare il più possibile il contatto con l’economia Occidentale mantenere intatta l’identità islamica.

Dagli anni 60 questo pensiero iniziò a diffondersi anche a livello accademico per arrivare ad un grande boom negli anni 70 grazie alle risorse economiche legate al mondo del petrolio. La base dell’economia islamica e da ricercarsi in alcune affermazioni: l’economia capitalista ha fallito (come dargli torto)e l’Islam ha la soluzione e il rimedio a questo. Le basi che guideranno l’economia islamica fino ai giorni d’oggi sono tre: l’abolizione degli interessi sul denaro, l’eguaglianza economica, e un etica a livello finanziario superiore.

Alcuni contestano questo dicendo che gl interessi non sono stati in realtà aboliti, ma sono stati solo camuffati (esempi come ijara, mudaraba, murabaha e musharaka). Un indizio molto forte di questo è il fatto che Citybank e altre grandi banche mondiali ospitino il denaro proveniente da molte regioni Islamiche.

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