Secondo un recente articolo che è stato pubblicato su Repubblica, nel nostro paese è più difficile riuscire a recuperare un credito rispetto alla Grecia e alla Romania. Sembra un paradosso, eppure è così.

Lo studio è stato effettuato da Euler Hermes, una società del gruppo Allianz, che ha studiato 44 paesi al mondo e ne ha stilato una classifica ordinata per facilità di recupero dei crediti.

Ebbene, il nostro paese si trova al 27° posto di questa particolare classifica, nella stessa fascia del Brasile, dell’India, della Turchia e degli Stati Uniti. A penalizzarci, secondo lo studio, è l’elevato livello di complessità (anche burocratica) che queste procedure di solito hanno.

Relativamente alle tempistiche medie, in Italia ci vogliono oltre 100 giorni per poter recuperare un credito, ben oltre gli standard che ha definito l’UE. Per maggiori informazioni sul recupero crediti in Europa, ti invitiamo a leggere questa interessante risorsa di Studio Chianura.

Oltre che far attendere le aziende che hanno crediti, la lentezza e gli incartamenti di tutto il sistema di recupero crediti hanno anche un certo costo, che ovviamente ricade sui cittadini. Le sentenze dei tribunali richiedono diversi mesi se non anni per essere emesse ed iniziare un’azione legale per riavere indietro il credito sembra spesso una cosa difficile.

Un discorso a parte bisogna farlo nel caso dei protestati, persone che non sono fallite ma che hanno avuto dei problemi finanziari in passato tali da portare alla loro iscrizione nell’omonimo registro. Per le banche e le finanziarie concedere dei prestiti a queste persone potrebbe essere un rischio concernente difficoltà future nel recupero della somma prestata, pertanto le percentuali di successo nella presentazione di domanda di un nuovo finanziamento sono di solito basse, a meno di chiedere ad una società specializzata nella concessione di prestiti per protestati, come Protestationline, che spesso rappresentano una delle uniche soluzioni per questa categoria di persone.

Chiudiamo dicendo che nel nostro paese la pratica più comune è quella del fallimento (con tutte le conseguenze che comporta) mentre sarebbe più utile pensare ad una rinegoziazione del debito, che sarebbe vantaggiosa per l’azienda creditrice in quanto non aspetta anni per riavere i soldi che le spettano, per l’azienda debitrice in quanto può continuare ad andare avanti senza per questo farsi appesantire troppo dai debiti e per la persona che guida l’azienda debitrice in quanto non va incontro alle conseguenze del fallimento.

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