Manfredi Catella

In un momento in cui il mercato immobiliare italiano (investimenti inclusi) è ai minimi storici, va il plauso ad Hines SGR, società texana il cui rappresentante italiano è l’AD Manfredi Catella, per aver convogliato e riunito una holding di investitori del Qatar  e aver immesso nel mercato non meno di 300 Milioni di euro per finanziare l’ormai famoso “Progetto Porta Nuova”, che sta cambiando radicalmente il volto della zona di Milano antistante stazione Garibaldi.

La rivoluzione architettonica che sta investendo Milano in vista di Expo 2015 e che la renderà a breve  una città cosmopolita e competitiva ad ogni livello nello scenario finanziario europeo e mondiale, si prospetta una ghiotta occasione non solo per rilanciare il made in Italy a livello internazionale ma anche per spingere astuti investitori a destinare le proprie risorse ad un Pese, l’Italia, che al di là della crisi resta sempre e comunque una garanzia per ottenere introiti cospicui a medio lungo termine.

Il Progetto Porta Nuova così come tutte le altre opere in corso o in programmazione per il prossimo futuro, rappresenta  un mercato aperto e soprattutto appetibile per l’alta finanza, in particolare quella araba, sempre più desiderosa di investire in Occidente e, ad oggi, una delle poche classi di immobiliaristi che può disporre di ingenti quantità di capitali spendibili.

Vedi anche http://www.affaritaliani.it/fattieconti/il-ghirlandaio-accordo-hines-qataril170513.html

“Il fondo sovrano del Qatar, già proprietario di investimenti importanti nell’eurozona come Barclays PLC, Credit Suisse, Harrods, London Stock Exchange, Lagardere, Porsche e di un meraviglioso pezzo di Sardegna, ha arricchito la sua collezione acquistando il 40 percento del progetto Porta Nuova. Il piano di sviluppo, che comprende anche il nuovo quartier generale Unicredit, ammonta a oltre due miliardi di euro e comprende 290 mila metri quadrati in una zona poco distante dal centro città.”

fonte: http://www.luukmagazine.com/it/2013/05/19/gli-emiri-conquistano-la-vetta-di-milano/

Ogni momento di crisi custodisce in sé i germogli di un’importante rinascita e paradossalmente, in uno dei momenti più critici per il mondo del mattone, investire oggi nel mercato immobiliare può garantire a medio lungo termine ingenti ritorni economici. Il ristagno economico ha determinato un livello ai minimi storici per quanto riguarda i prezzi degli immobili e la possibilità più unica che rara di investire bene per coloro che malgrado la recessione possono concedersi il lusso di investire o  comunque rischiare.

Ancora una volta è il mondo arabo a fare da traino e ad approfittare della defiance occidentale, molti infatti gli Emiri che continuano a destinare i propri capitali in investimenti nel Bel Paese.

“Quando Hines, il gruppo immobiliare texano che sta sviluppando Porta Nuova, e Qatar Holdings, un pozzo di liquidità alimentato dal petrolio, hanno siglato una «partnership strategica»   che ha portato il fondo del Paese mediorientale all’interno del progetto che sta rivoluzionando un’area di 290 mila metri quadrati che insiste sui quartieri Garibaldi, Isola e Varesine, nelle immediate adiacenze della Stazione Garibaldi e di Corso Como. Porta Nuova non è quartiere dove si compra a prezzi bassi: per un metro quadro servono in media 9 mila euro e finora è stato venduto il 75% dei lotti offerti sul mercato (circa la metà del totale) mentre è stato affittato  il 60% degli uffici.”

Fonte: http://www.liberoquotidiano.it/news/1248208/Mattone-ai-minimi-storici–ora-sta-per-ripartire–chi-pu%C3%B2-compri-ora.html

Milano, che deve questo sviluppo all’imminente Expo 2015,  è un chiaro esempio del fatto che attrarre in Italia capitali stranieri forse non è un’impresa impossibile. L’Italia piace e non ha mai smesso di essere una delle mete ambite da miliardari ed investitori, prevalentemente russi ed arabi, che se pur frenati da un sistema statale e burocratico complesso, non rinunciano a destinare i propri capitali in opere dal volto italiano.

Il segreto è probabilmente quello di saper individuare ciò che potrebbe rappresentare un’opportunità unica e promuoverla al fine da intrigare ed attrarre capitali e fondi stranieri e non.

“Senza consumare ulteriore suolo si può rigenerare e riqualificare ciò che già esiste, ma che non è più al servizio della comunità: immobili abbandonati, aree dismesse, beni in stato obsoleto. Qui sta tutta la capacità delle amministrazioni pubbliche di mettersi in relazione con gli operatori e i professionisti del settore immobiliare per intercettare le reali esigenze di chi vive e lavora nelle nostre città. Questo è il concetto alla base del termine Real Estate, principale infrastruttura socio-economica dell’Italia che ha nei patrimoni esistenti la sua «materia prima».”

Fonte: http://www.ilgiornale.it/news/milano/921387.html

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